Giubileo dei Giovani
28 luglio 2025 – 3 agosto 2025
Tor Vergata, Roma
Siamo stati un po’ tutti affascinati dall’entusiasmo che traspariva da immagini e video che scorrevano su tutti i media!
Due ragazze appartenenti a famiglie aderenti e simpatizzanti dell’Associazione, hanno partecipato a questo evento straordinario!
Si tratta di Alessia Gattini della zona di Perugia-Todi e Giulia Gasparotto della zona di Pordenone-Eraclea.
Abbiamo chiesto loro, attraverso una serie di domande, di raccontarci il proprio personale vissuto e vi proponiamo le loro testimonianze.
Le ringraziamo di cuore per la loro disponibilità e spontaneità.
Ciao Alessia!
Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?
Ho 21 anni e nella vita sono una giocatrice di pallanuoto, sono una studentessa iscritta all’università di Perugia, al corso di laurea di Scienze Motorie e Sportive e lavoro nella piscina in cui mi alleno.
Sei stata al Giubileo dei giovani a Roma: se ti chiedo di chiudere gli occhi, e ripensare alla tua esperienza, quale immagine ti arriva per prima?
Premetto che ho vissuto il giubileo da scout, per i primi 3 giorni ho cammino da Velletri a Roma con il mio gruppo F.S.E. Perugia 1, poi ci siamo ritrovati a Roma con altri 1700 scout dell’associazione e siamo stati lì per 2 giorni, infine ci siamo spostati a Tor Vergata per vivere il giubileo. Se ripenso a quei giorni la prima cosa che mi viene in mente è “comunità”, il giubileo è un’esperienza bellissima ma molto dura e la comunità mi ha aiutato a vivere quei giorni al meglio.

“Luce del mondo e sale della terra” : il Papa senza di voi vede il mondo al buio e terra un luogo senza “sapore”. Cosa significa, per te, essere “sale”?
Nella mia vita essere “sale” vuol dire riuscire a mantenere la fede in un mondo che ormai la fede la sta perdendo, è difficile andare a Messa quando le persone intorno a te ti prendono in giro e non capiscono perché ci vai. Andare a Messa nonostante le “critiche” è la risposta migliore a tutti loro. Ovviamente poi non è solo andare a Messa ma portare sempre la luce dentro e donarla agli altri.
Se tu dovessi raccontare a un amico che è indifferente a tutto ciò che riguarda la Chiesa, o che magari a volte bestemmia, il motivo per cui sei andata a Roma, cosa gli diresti?
Sono andata a Roma perché avevo bisogno di staccare la spina dalla mia vita quotidiana e vivere una settimana con Dio, perché quando sto con Lui mi sento più forte e più tranquilla ad affrontare i problemi e i momenti negativi.
Parliamo di “ascolto”. Tu ti sei sentita ascoltata? Secondo te la Chiesa è pronta all’ascolto dei tuoi coetanei feriti?
Io mi sento molto ascoltata ma ci è voluto tempo per raggiungere questa condizione. Credo che la Chiesa possa aiutare i miei coetanei feriti ma loro prima devono fare un percorso che li porta ad aprirsi a Dio.
E noi dell’Associazione Omnibus come ci possiamo meglio attrezzare in questa direzione?
L’Associazione Omnibus probabilmente dovrebbe creare dei piccoli ritiri di 2-3 giorni per i giovani in cui si vive tutti insieme e si fanno attività sia ludiche che spirituali, affinché si crei un gruppo di giovani unito e coeso.
Alcuni ragazzi hanno rivolto, per tutti, delle domande a Papa Leone: tu cosa avresti voluto chiedergli?
Come possiamo trasmettere la fede e l’amore di Dio ai coetanei che non credono?
In una società come la nostra in cui spesso ci viene suggerito che l’ essere credenti deve rimanere una questione privata, cosa significa per te un luogo e un tempo come quello dei giorni scorsi in cui un milione di giovani, con la loro presenza, hanno “gridato” al mondo intero: “noi crediamo in Dio, ..adoriamo il SS.mo Sacramento, diamo credito al Papa…. ai Vescovi… ai preti”?
La cosa più bella di questo Giubileo è stato non sentirsi “diversa” in mezzo ai miei coetanei. Eravamo tutti lì riuniti per una cosa: Dio. Credo sia incredibile soprattutto perché non sono abituata a vivere una situazione del genere è stato molto rincuorante e molto emozionante.
La cosa più divertente? Tre aggettivi per descrivere l’ esperienza che hai vissuto?L’esperienza è stata bellissima ma molto faticosa perché porta a vivere in una situazione fuori dalla zona di comfort. La cosa più divertente è stata la pioggia alle 2 di notte, stavamo dormendo e ha iniziato a piovere, ha piovuto 10 minuti e poi ha smesso. È stato molto divertente vedere la reazione del mio gruppo e delle persone accanto a noi, ci siamo coperti velocemente creando una tenda con dei teli e ci siamo rimessi a dormire. Se devo descrivere questa esperienza con 3 parole direi: dispendiosa, toccante e emozionante.
A ruota libera: raccontami quello che non ti ho chiesto ma che non puoi proprio tacere!
Una cosa molto divertente è stato il karaoke fatto con i ragazzi spagnoli di Madrid, con due chitarre ci siamo uniti e abbiamo cantato durante l’attesa della veglia. Questa esperienza è stata incredibile per aver conosciuto tante persone da tutto il mondo.



Ciao Giulia!
Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?
Ciao, ho 18 anni e sono una studentessa del Collegio Brandolini Rota. All’interno della mia scuola, si trova parte della congregazione dei Giuseppini del Murialdo. La loro presenza mi da la possibilità e mi sostiene nel mio cammino come animatrice e catechista, offrendomi anche l’opportunità di vivere esperienze indimenticabili, come quella del Giubileo.
Sei stata al Giubileo dei giovani a Roma: se ti chiedo di chiudere gli occhi, e ripensare alla tua esperienza, quale immagine ti arriva per prima?
La prima immagine che mi viene in mente ripensando al Giubileo è l’infinità di persone provenienti da ogni parte del mondo presenti il giorno della messa di apertura a Piazza San Pietro. Eravamo tutti giunti li per qualcosa di comune: la fede in Dio. Migliaia di giovani abbracciati dal colonnato di San Pietro, eravamo gioiosi e inconsci del fatto che stavamo per affrontare una delle settimane più belle della nostra vita.
Luce del mondo e sale della terra” : il Papa senza di voi vede il mondo al buio e la terra un luogo senza “sapore”. Cosa significa, per te, essere “sale”?
Per me essere sale della terra è continuare a trasmettere il messaggio di Gesù durante il catechismo; fare animazione ai bambini ed essere un punto di riferimento per loro ascoltandoli e sostenendoli, ma non solo, anche aiutando le persone, che si tratti di ascoltare un amico in crisi, offrire un sorriso, o sostenere una persona in difficoltà.
Se tu dovessi raccontare a un amico che è indifferente a tutto ciò che riguarda la Chiesa, o che magari a volte bestemmia, il motivo per cui sei andata a Roma, cosa gli diresti?
Dopo la GMG di Lisbona del 2023 ho partecipato ad un ritiro nel quale alcuni ragazzi ci hanno portato la loro testimonianza con entusiasmo e gioia; a dicembre 2024 ho partecipato a un altro ritiro nel quale ci hanno annunciato la possibilità di partecipare al Giubileo dei giovani. Da subito dopo aver ascoltato i racconti di alcune persone che vi erano andate sono rimasta sorpresa e incuriosita, iscrivendomi senza pensarci.
Parliamo di “ascolto”. Tu ti sei sentita ascoltata? Secondo te la Chiesa è pronta all’ascolto dei tuoi coetanei feriti?
A mio parere la Chiesa è aperta all’ascolto e all’aiuto delle persone ferite; per dimostrare la sua propensione all’ascolto, al consiglio, al miglioramento e infine alla riconciliazione durante il Giubileo, nelle diverse Chiese vi era la grande possibilità della confessione.
E noi dell’Associazione Omnibus come ci possiamo meglio attrezzare in questa direzione?
A mio parere un’ associazione può svolgere diverse attività per favorire l’ascolto dei giovani come per esempio: organizzare incontri di ascolto e dialogo dove i giovani possono condividere le proprie esperienze, dubbi e necessità; utilizzare i social per rispondere alle domande dei giovani condividendo con loro iniziative e spunti di riflessione; organizzare laboratori e workshop oppure collaborare direttamente con alcune realtà scolastiche.
Alcuni ragazzi hanno rivolto, per tutti, delle domande a Papa Leone: tu cosa avresti voluto chiedergli?
In realtà un interrogativo che spesso affrontavo nella mia vita è stato proprio chiesto nella seconda domanda al Papa, la quale parlava del coraggio delle scelte. Infatti una tra le cose più belle è stato sentirmi parte di qualcosa di grande ma al contempo sentirmi vista come se Dio parlasse a me anche in mezzo a migliaia di persone.
In una società come la nostra in cui spesso ci viene suggerito che l’ essere credenti deve rimanere una questione privata, cosa significa per te un luogo e un tempo come quello dei giorni scorsi in cui un milione di giovani, con la loro presenza, hanno “gridato” al mondo intero: “noi crediamo in Dio, ..adoriamo il SS.mo Sacramento, diamo credito al Papa…. ai Vescovi… ai preti”?
Questo Giubileo è stato l’ennesima dimostrazione per il mondo intero che i giovani credono, non come si è soliti a pensare, basta osservare in quanti abbiamo deciso di partecipare portando gioia ed entusiasmo in ogni singolo giorno, guidati tutti da una cosa comune chiamata fede.
La cosa più divertente? Tre aggettivi per descrivere l’esperienza che hai vissuto?
La cosa più divertente era prendere i mezzi pubblici per cantare e parlare con le diverse persone provenienti da tutto il mondo senza paura e timidezza. I tre aggettivi che descrivono quest’esperienza sono: magnifico, allegro, indimenticabile.
A ruota libera: raccontami quello che non ti ho chiesto ma che non puoi proprio tacere!
Lo ammetto che durante la settimana abbiamo affrontato delle difficoltà come la stanchezza, il caldo, le camminate, ma sono consapevole che tra un paio di settimane tutto ciò sarà dimenticato e ricorderò con nostalgia la bellezza di questo evento, i sorrisi delle persone, i dialoghi iniziati con le persone, senza scrupoli, i balli, i canti, ma soprattutto porterò nel cuore un momento particolare vissuto a Tor Vergata durante la veglia: qualche momento prima dell’esposizione del Santissimo la gente cantava, parlava e ballava ma qualche secondo dopo è calato il silenzio, gli unici suoni udibili erano le sirene dei mezzi di soccorso.

