
Domenica 7 settembre abbiamo avuto la grazia di partecipare alla celebrazione per la canonizzazione di Carlo Acutis nella Basilica di San Pietro di Roma. È difficile esprimere la commozione provata nel vedere un fiume di persone avvicinarsi alla Basilica, cantando e pregando.
Profonda l’emozione nell’ascoltare il discorso del Santo Padre, nel quale riecheggiavano le parole stesse di Carlo: “la conversione è semplicemente spostare lo sguardo dal basso verso l’alto; la confessione frequente è necessaria, perché l’unica cosa che dobbiamo davvero temere è il peccato; gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del corpo, ma dimenticano la bellezza dell’anima”.
Il suo amore per la carità rimase saldo persino quando la malattia lo colpì e pose fine alla sua giovane vita: nulla riuscì a impedirgli di amare, di offrirsi a Dio, di benedirlo e invocarlo per sé e per gli altri. Amava ripetere che il Cielo ci aspetta da sempre e che amare il domani significa dare oggi il meglio del nostro frutto.
Colmi di speranza, preghiamo affinché Carlo diventi modello per i nostri giovani, perché attraverso il suo esempio scoprano la bellezza dell’Eucaristia — da lui chiamata “la mia autostrada per il Cielo” — e imparino a vivere pienamente in Cristo Gesù, nostro Signore.
Stefano e Letizia
